A mente serena scrivo sull'udienza che il Santo Padre Francesco ha concesso alle persone afasiche, ai loro famigliari e ai volontari pugliesi, svoltasi nell'aula Nervi il 7 dicembre 2016. Un'aula gremita all'inverosimile e quel giorno non era un luogo particolare ove incontrare il Papa ma bensì la piazza del mondo. Tante gente proveniente da ogni parte del pianeta terra, tante lingue , tante culture diverse ma insieme in un unica parola: speranza cristiana.

Essa è stata il tema della catechesi tenuta dal Papa. La speranza che non delude mai, afferma il Santo Padre.  Quale parola più bella può essere donata a tutte le persone che soffrono ?, a tutti coloro che cercano di riacquistare la dignità perduta dopo un evento drammatico quale l'ictus?

Eravamo tutti emozionati chi per aver ricevuto la carezza del Papa, chi per non aver avuto quella possibilità. Erano lacrime di gioia per alcuni, erano lacrime di amarezza per altre.

Nel breve filmato, ho volutamente introdotto il volto di una nostra associata. Le sue lacrime erano le lacrime di tutte le persone con afasia, la carezza del Papa era per tutti:

Rosita, Sebastiano, Carlo, Andrea, Mauro, Tonia, Roberto, Pina, Rosa Maria, Domenico, Vincenzo, Davide, Giovanni, Rosa, Raffaella, Grazia, Maria.

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IL SALUTO DEL PAPA

Porgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto le Missionarie della Carità; la Comunità Amore e libertà; l’Associazione afasici della Puglia e gli artisti della 24ª edizione del Concerto di Natale, promosso dalla Fondazione “Don Bosco nel mondo”. Cari fratelli e sorelle, vi esorto a coltivare in ogni circostanza della vita la virtù teologale della speranza, dono di Dio, che con la sua tenerezza non smette mai di consolare il suo popolo.

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